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Visualizza articoli per tag: siti porno

Il TAR del Lazio, sede di Roma, in quattro sentenze speculari depositate il 7 aprile 2026 ha annullato parzialmente la Delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in tema di verifica dell’età per accedere a siti hard et similia per i cittadini italiani.

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L’app europea per la verifica dell’età era stata presentata appena pochi giorni fa, ma è già finita al centro delle polemiche dopo che alcuni esperti di cybersicurezza hanno dimostrato quanto sia facile aggirarne i meccanismi di protezione.

La telenovela della verifica dell’età sui siti che offrono contenuti pornografici in Italia continua con un nuovo capitolo. Dopo la “falsa partenza” del 12 novembre scorso, che Agcom ha in seguito spiegato riguardasse solo le piattaforme con sede in Italia, la nuova scadenza avrebbe dovuto essere quella del 1 febbraio 2026.

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Allarme sulla privacy dal mondo delle piattaforme per adulti: i dati sensibili di oltre 200 milioni di utenti premium di Pornhub sarebbero finiti nelle mani di un gruppo di hacker che minaccia di renderli pubblici. 

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Scatta il reato di trattamento illecito di dati personali per chi -anche solo in un breve lasso di tempo - posta su siti porno fotomontaggi realizzati a partire da foto di sue conoscenti, prelevate da Facebook. E non costituisce valida difesa sostenere che si tratti solo di "una bravata". La Cassazione con la sentenza n. 43534  ha così confermato la condanna a sei mesi per il reato lesivo della privacy di ben 17 ragazze, nonostante avessero tutte rimesso la querela per diffamazione a seguito di uno spontaneo risarcimento di 1.300 euro ciascuna da parte del ricorrente.

Sta per esplodere un allarme privacy di grandi proporzioni e ad essere coinvolti sarebbero gli utenti appassionati di siti porno ma che frequentano assiduamente anche Facebook e Google. Ebbene, secondo uno studio condotto da Elena Maris, ricercatrice Microsoft, Timothy Libert della Carnegie Mellon University, e Jennifer Henrichsen dell’University di Pennsylvania e riportato dal New York Times, sono oltre 22mila i siti a luci rosse infestati dai trackers del motore di ricerca e del social di Zuckerberg.

Di truffe e ricatti a sfondo sessuale è pieno il web. Una delle più comuni, ed efficaci, viaggia via posta elettronica e riguarda un presunto video a luci rosse che vede come protagonista (involontario) il destinatario dello stesso messaggio e-mail. Per evitare che il video venga caricato online e diffuso tra amici e conoscenti la vittima deve pagare un riscatto in Bitcoin per un valore di qualche migliaio di euro. Una truffa bella e buona che, però, potrebbe presto trasformarsi in un incubo sin troppo reale.

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Si chiama Portafoglio Digitale (Cartera Digital) ed è attualmente in beta l'ultima idea del governo spagnolo per ridurre il consumo di pornografia online, specialmente da parte dei minorenni.

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La corte superiore di San Diego in California ha stabilito che un sito porno neozelandese dovrà risarcire 13 milioni di dollari di danni a 22 donne che secondo le accuse sono state raggirate, filmate e i cui video sono stati pubblicati a loro insaputa su internet.

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Ancora una violazione di dati sensibili nel web, ma stavolta il bersaglio è un sito per adulti che consente agli utenti registrati di caricare video e immagini pornografiche. E tra i fruitori di contenuti erotici che adesso si stanno preoccupando per la loro privacy ci sono anche migliaia di italiani.

Siamo tutti spiati? il presidente di Federprivacy a Cremona 1 Tv

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